(0)
Prodotti a carrello
  •  
    Nessun prodotto presente nel carrello
     
Fai da te Accedi
Accedi al Fai da te
Qual è il mio username?
Accedi

Qual è il mio username?

Se in fase di registrazione

Hai scelto uno username

(ad esempio mario78_mi)

Accedi all’area Fai da te inserendo
username e password,
scelti in fase di registrazione

Hai inserito la tua email

(ad esempio mariorossi@gmail.it)

Accedi all’area Fai da te inserendo
email e password,
scelti in fase di registrazione

Hai dimenticato le tue credenziali?

Gli ambiti di intervento del {{anno}}

La Fondazione sostiene e sviluppa progetti che:

1. intervengano sui bisogni dei giovani in situazioni di disagio, promuovendo e facilitando l’integrazione sociale, favorendo opportunità di sviluppo per la crescita personale e l’acquisizione di competenze professionali;
2. utilizzino la tecnologia come volano per connettere ed “accorciare le distanze” tra il bisogno e la risposta, sostenendo l’evoluzione del mondo no profit come fattore chiave di sviluppo della società civile.

La Fondazione finanzierà progetti che:

1. sviluppino tecnologieche aiutino a superare disagi e proteggere le persone in difficoltà, come anche a superare le barriere digitali (fra generazioni, nella gestione degli enti non profit, etc.);
2. sostengano le imprese per le attività socialianche trasferendo competenze manageriali a vantaggio delle organizzazioni e progetti finanziati;
3. promuovano l'attenzione, il sostegno e la raccolta fondiper progetti di utilita' sociale significativi.


La Fondazione opererà con le finalità di mettere a disposizione l'esperienza maturata dell'azienda fondatrice nell'utilizzo e sviluppo di sistemi tecnologici di comunicazione a favore del sociale; di prevedere nei progetti modalità di coinvolgimento attive, oltre che della comunità di riferimento e delle istituzioni, anche dei membri della Vodafone Community (clienti, dipendenti, ecc); di promuovere innovazione tramite lo sviluppo di imprese sociali.
La Fondazione attingerà dal proprio background di conoscenze manageriali e di esperti nei vari campi e valuterà forme innovative di partecipazione all'investimento sociale diverse dalla semplice erogazione.

La Fondazione finanzierà progetti che - coinvolgendo il numero maggiore di attori e possibilmente sfruttando tecnologie di comunicazione - nelle aree periferiche:

1. Mirino a una riqualificazione di quartieri “sensibili”, diminuendo le situazioni conflittuali che genera la non omogenità (conflitti tra anziani e giovani, tra coloro che vivono e lavorano in un quartiere e coloro che invece lo considerano un «quartiere dormitorio», tra popolazione e migranti o tra migranti e migranti).

2. Mirino a superare lo stato di abbandono delle persone povere, immigrate, e/o anzianefavorendone la loro valorizzazione in quanto risorse  per il territorio in cui vivono e contribuendo allo loro integrazione sociale.

3. Intervengano sui fenomeni aggregativi giovanili devianti(promuovendo nuovi luoghi di aggregazione diversi dalla strada, sviluppando progetti che coniughino impegno, sport, attività ludico educative collegate al mondo della musica, favorendo la prevenzione e offrendo alternative concrete alla devianza).

4. Promuovano azioni  concrete di recupero di persone e di luoghi alla LEGALITÀquali la riqualificazione di luoghi sottratti alla criminalità per farne sedi di aggregazione sociale o di lavoro per giovani e persone in situazione di difficoltà; l’attuazione di percorsi concreti di recupero per persone che vogliono trovare vie alternative alla illegalità; la realizzazione di “avamposti” di solidarietà in zone della città dove la miseria e l’illegalità sono oggi la regola.

5. Pongano attenzione alla centralità del problema educativo nei giovaniconiugando educazione e innovazione, orientando le loro potenzialità su obiettivi positivi, offrendo le medesime opportunità formative ai minori stranieri, promuovendo la mediazione culturale e la permanenza nel sistema scolastico.

La Fondazione scelse di focalizzare i propri interventi nell’ambito delle PERIFERIE, ponendo ancora al centro della attività le situazioni di grave emarginazione sociale.
Per periferie si intesero “aree disagiate delle città”indipendentemente dalla loro collocazione effettiva nel centro o ai margini degli agglomerati urbani ovvero “aree depresse”dove vi fu un’ alta concentrazione di problemi sociali, economici, ambientalie che necessitarono di interventi integrati per poter affrontare al meglio lo sviluppo sociale e territoriale.

La Fondazione scelse di finanziare progetti in queste aree periferichedove:

Si interveniva ad una riqualificazione di quartieri “sensibili”, diminuendo le situazioni conflittuali che generavano la non omogenità(conflitti tra anziani e giovani, tra coloro che vivevano e lavoravano in un quartiere e coloro che invece lo consideravano un «quartiere dormitorio», tra popolazione e migranti o tra migranti e migranti).

Si interveniva a superare lo stato di abbandono delle persone povere, immigrate , e/o anzianefavorendone la loro valorizzazione in quanto risorse  per il territorio in cui vivevano e contribuendo allo loro integrazione sociale.

Si interveniva sui fenomeni aggregativi giovanili devianti(promuovendo nuovi luoghi di aggregazione diversi dalla strada, sviluppando progetti che coniugavano impegno, sport, attività ludico educative collegate al mondo della musica, favorendo la prevenzione e offrendo alternative concrete alla devianza).

Si promuovevano azioni  concrete di recupero di persone e di luoghi alla LEGALITÀquali la riqualificazione di luoghi sottratti alla criminalità per farne sedi di aggregazione sociale o di lavoro per giovani e persone in situazione di difficoltà; l’attuazione di percorsi concreti di recupero per persone che volevano trovare vie alternative alla illegalità; la realizzazione di “avamposti” di solidarietà in zone della città dove la miseria e l’illegalità erano la regola.

Si poneva l’attenzione alla centralità del problema educativo nei giovaniconiugando educazione e innovazione, orientando le loro potenzialità su obiettivi positivi, offrendo le medesime opportunità formative ai minori stranieri, promuovendo la mediazione culturale e la permanenza nel sistema scolastico.


Rispetto agli ambiti sopra esposti, furono preferiti progetti che:
- avevano presentato interventi integratiche avevano agito in più ambiti;
- avevano previsto un coinvolgimento complessivo di tutte le forze in campo(istituzioni locali, enti non profit, enti profit e privati cittadini);
- avevano reso efficaci reti solidalipreesistenti oppure erano intervenuti in aree territoriali in cui vi era completa “ mancanza di risposte” ai problemi evidenziati.

Nell'esercizio 1 aprile 2007-31 marzo 2008 la Fondazione decise di intervenire a favore di situazioni di grave emarginazione sociale su:

1 ) Minori- focus sulle problematiche del disagio giovanile

2) Immigrati- focus su interventi che facilitarono l' accesso ai servizi, l'integrazione e l'intercultura

3) Anziani- focus su interventi che migliorarono la qualità di vita delle persone anziane non autosufficienti.

Inoltre, prese in considerazione progetti che intervennero sulle Periferie Urbane (con particolare attenzione al sud Italia),attraverso azioni integrate di contrasto a:

1) disagio minorileevidenziato dai fenomeni di devianza, dispersione scolasticae alla situazione di bisogno dei minori stranieri.

2) non autosufficienza degli anzianiin situazioni di povertà economica e sociale, con interventi domiciliariche permisero di rafforzare e di sostenere la relazione delle persone anziane con il proprio contesto di vita familiare e sociale.

Nell’esercizio 1 aprile 2006 - 31 marzo 2007 la Fondazione decise d’intervenire nei seguenti ambiti:
Minori disagiati

- disagio adolescenziale e giovanile con focus su: disagio psichico e minori in carcere
- integrazione dei minori stranieri con focus su: 2^ generazione, minori non accompagnati, minori vittime di tratta
- dispersione scolastica

Anziani disagiati
con interventi di assistenza domiciliare, sviluppo di centri ricreativi
Periferie urbane
quale luogo in cui si manifestarono con particolare evidenza le maggiori criticita' del disagio sociale con focus su: progetti integrati di riqualificazione di quartieri periferici degradati rivolti a minori e anziani disagiati.

Le iniziative culturalirivolte all’integrazione di soggetti svantaggiati (minori, immigrati, anziani) furono considerate solo in un contesto di riqualificazione di quartieri periferici degradati.

Nell'esercizio 2005-2006 la Fondazione decise di intervenire in due ambiti: sociale e cultura.

Sociale
La Fondazione confermo’ l'attivita', intrapresa nel precedente anno, a favore dei minori, degli immigrati e degli anziani e l'interesse a intervenire sui temi specifici di seguito elencati:

1) Minori disagiati
- dispersione scolastica
- minori in carcere
- minori non accompagnati
- traffico di minori
- disagio psichico giovanile

2) Immigrati-integrazione
- immigrati di seconda generazione

3) Anziani disagiati
- assistenza domiciliare
- sviluppo di centri ricreativi e di aggregazione in zone periferiche
- eliminazione di gap tecnologici e generazionali

Cultura
La Fondazione decise di sostenere:

1) Progetti che favorirono l'accessibilita' della cultura,con particolare attenzione:
- alle persone in condizioni di disagio: disabili, anziani, minori, immigrati
- a coloro che hanno difficolta' nell'apprendimento: ipovedenti e dislessici
- a coloro che vivevano in aree geografiche "difficili", nelle periferie delle grandi citta' o nelle citta' isolate dalla rete dei luoghi della cultura

2) Iniziative a supporto dell'interculturalita'
- progetti di educazione interculturale (minori e adulti immigrati)
- accessibilita' (immigrati)

La Fondazione si propose di finanziare progetti che fornirono risposte concrete ai bisogni della collettivita' e contribuirono, in particolar modo, al miglioramento della qualita' della vita del contesto urbano.
Fu oggetto di positiva valutazione, inoltre, la partecipazione dei soggetti beneficiari alla progettazione dell'iniziativa proposta, laddove questo fu stato possibile.

Linee guida