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Elettromagnetismo e gestione responsabile della rete

Telefono, Antenne e Salute

elettromagnetismo

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha ribadito che non ci sono evidenze di danni alla salute causati da esposizioni ai campi elettromagnetici a radio frequenza di debole intensità, come quelli emessi dei telefoni cellulari o dalle loro stazioni radio base. Secondo l’OMS, tutte le revisioni della letteratura scientifica hanno confermato che l'esposizione a campi elettromagnetici entro i limiti di esposizione definiti dall'ICNIRP (International Commission on Non Ionizing Radiation Protection) non produce alcun effetto negativo accertato sulla salute umana, anche se esistono delle lacune nelle conoscenze scientifiche che devono essere colmate con ulteriori ricerche.

Tutte le stazioni radio base e i prodotti Vodafone (telefoni cellulari, smartphone, tablet, Vodafone Station) rispettano i limiti ICNIRP. Inoltre, tutti gli impianti della rete di Vodafone Italia sono progettati e realizzati nel rispetto della normativa italiana sull’esposizione umana ai campi elettromagnetici, che sono fino a 100 volte inferiori rispetto a quelli definiti dall’ICNIRP e applicati nel resto d’Europa.

Dal 2001 ci sono state numerose revisioni scientifiche sugli effetti sulla salute dei campi elettromagnetici utilizzati per le comunicazioni mobili, e una sintesi delle review principali è disponibile sul nostro sito web di gruppo. Nel maggio 2011, la IARC l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, ha condotto una revisione della letteratura scientifica, e ha classificato i campi elettromagnetici a radio frequenza come "possibili cancerogeni" (classe 2B) in riferimento all'uso del telefono cellulare. Un resoconto della IARC, pubblicato su Lancet Oncology, ha chiarito che la classificazione si basa su evidenze che, per l’uso del telefono cellulare, sono state giudicate “limitate”. I risultati della valutazione IARC sono stati pubblicati in una monografia nell’aprile del 2013.

L’Istituto Superiore di Sanità Italiano, nel commentare la classificazione IARC, ha ribadito che “la maggior parte degli studi finora effettuati, sia epidemiologici che sperimentali, non suggeriscono l’esistenza di rischi a lungo termine delle esposizioni ai campi elettromagnetici a radiofrequenza” (Istituto Superiore di Sanità, “Campi elettromagnetici a radiofrequenza: implicazioni della classificazione IARC nella gestione dei rischi per la salute umana”, 2012).

Successivamente, anche il Ministero della Salute ha riconfermato la posizione dell’OMS, e ha specificato: “In particolare, le evidenze scientifiche attualmente disponibili tendono, nel loro complesso, a deporre contro l’ipotesi che l’uso dei telefoni cellulari comporti un incremento del rischio di tumori intracranici.” (Ministero della Salute, dossier Telefoni cellulari e salute, 2013).

Infine, nel 2015, anche lo Scientific Committee on Health, Environmental and Emerging Risks (SCHEER) della Commissione Europea ha aggiornato il proprio parere scientifico sui campi elettromagnetici, concludendo che l’insieme delle ricerche scientifiche non evidenzia nessun effetto nocivo per la salute per esposizioni che si mantengono al di sotto dei limiti stabiliti dalla legislazione europea. Inoltre, il Comitato conclude che l’insieme degli studi epidemiologici sui campi elettromagnetici non mostra un aumento di rischio per i tumori cerebrali o per altri tumori della testa e del collo (Commissione Europea, Scientific Committee on Emerging and Newly Identified Health Risks, “Final opinion on Potential health effects of exposure to electromagnetic fields (EMF), 2015).

Per valutare l’eventuale rischio per la salute associato all’uso prolungato del telefono cellulare, l’Organizzazione Mondiale della Sanità condurrà una più ampia valutazione di tutti i dati scientifici, attesa nei prossimi anni. Questa valutazione comprenderà tutti i risultati scientifici disponibili, e sulla base di questa analisi i governi e le autorità sanitarie potranno decidere eventuali azioni o raccomandazioni.

Minimizzare gli impatti dell’elettromagnetismo

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Vodafone si impegna a fornire tutte le informazioni necessarie in caso di preoccupazioni per la propria salute. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ribadito che fino ad oggi non sono stati accertati effetti nocivi associati all'uso del telefono cellulare: nel suo fact-sheet sui telefoni cellulari, l’OMS afferma anche che l’uso sempre più diffuso dei telefoni cellulari, e l’assenza di dati epidemiologici per l’uso per più di 15 anni, rendono necessarie ulteriori ricerche.

Per ridurre comunque la propria esposizione alle onde elettromagnetiche, è sufficiente seguire le indicazioni dell’OMS: "Oltre che con l’uso di auricolari e viva-voce, che mantengono il telefono lontano dalla testa e dal corpo durante l’uso, l’esposizione si riduce anche limitando il numero e la durata delle chiamate. Anche l’utilizzo in aree con buona ricezione riduce l’esposizione, perché permette al telefono di trasmettere a minore potenza" (Promemoria n. 193 "Campi elettromagnetici e salute pubblica: telefoni cellulari", revisione 2014).

Anche il Ministero della Salute, nel dossier Telefoni cellulari e salute, vista la “situazione non del tutto conclusiva sui rischi per la salute”, ha elencato una serie di misure che  “il cittadino può decidere di adottare per la riduzione dell’esposizione:

  • effettuare telefonate preferibilmente in condizioni di alta ricezione del segnale e in zone ad alta copertura dalle reti di telefonia mobile
  • utilizzare sistemi a ‘mani libere’ (auricolari e sistemi viva-voce)
  • ridurre le telefonate non necessarie
  • utilizzare messaggi di testo”

Secondo il Ministero della Salute “va altresì sottolineato che né l’Organizzazione Mondiale della Sanità a livello internazionale, né la Food & Drug Administration negli Stati Uniti, forniscono ad oggi raccomandazioni esplicite sull’opportunità di ridurre l’esposizione.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità e le principali revisioni della letteratura scientifica sostengono che, dalle ricerche finora effettuate, non ci sono nemmeno evidenze scientifiche su un maggiore rischio per i bambini. Anche secondo il Ministero della Salute: “Le conoscenze scientifiche disponibili, sia di tipo dosimetrico sia epidemiologico, non indicano che i bambini siano più suscettibili degli adulti ad eventuali rischi per la salute da campi elettromagnetici a radiofrequenza” (Ministero della Salute, dossier Telefoni cellulari e salute, 2013).

Ciò nonostante, in considerazione del fatto che i bambini utilizzeranno il telefono cellulare per un periodo molto lungo della loro vita, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha programmato ulteriori ricerche scientifiche sull’uso del telefono cellulare da parte di bambini e adolescenti, mentre la posizione del Ministero della Salute è che “i genitori potrebbero voler dilazionare o ridurre l’uso del cellulare da parte dei propri bambini, ferma restando l’opportunità che il telefono sia presentato ai bambini come uno strumento di comunicazione da usarsi quando necessario, e non come un comune oggetto di gioco”.